Le note animali in profumeria sono l’articolo che più di ogni altro ci emoziona: questo perché per la prima volta non è farina del nostro sacco e pubblichiamo un articolo scritto con il contributo di Giuseppe @pertuttiotto, appassionato di fragranze indipendenti e note ardite che ha deciso di regalarci un po’ del suo tempo e della sua conoscenza per colmare le nostre grandi lacune nel tema “ingredienti di origini animale“
Grazie, Otto!
note e ingredienti animali in profumeria: un dilemma etico
L’industria della profumeria si è storicamente basata su ingredienti di origine animale per ottenere note aromatiche distintive e durature. Tuttavia, l’approvvigionamento di tali materie prime ha spesso comportato sofferenza per gli animali coinvolti.
Negli ultimi decenni, i progressi nelle alternative sintetiche e la crescente attenzione all’etica hanno portato a una riduzione dell’uso di questi ingredienti naturali a favore di opzioni cruelty-free e vegane (Carles & Suez, 2018).
le materie prime animali più diffusi ed usate
Il muschio di cervo, noto per le sue qualità aromatiche forti e persistenti, si ricava da una secrezione della ghiandola preputiale del cervo muschiato.
Storicamente, veniva raccolto tramite la caccia, danneggiando e minacciando seriamente la specie. Per questo motivo, molti produttori si sono orientati verso il muscone sintetico, una molecola che riproduce l’odore del muschio senza coinvolgere animali (Sawai et al., 2020).
La secrezione odorosa del zibetto è un ingrediente antico e dal profumo unico, raccolto dalle ghiandole perineali del piccolo animale. La sostanza, inizialmente pungente, diventa più gradevole e floreale una volta diluita in alcol. Grazie allo sviluppo del civetone sintetico, che riproduce l’aroma dello zibetto, molti profumieri hanno abbandonato la raccolta tradizionale a favore di una scelta cruelty-free (Bhogal & Carpenter, 2019).
Il miele e la cera d’api, utilizzati per le loro qualità emollienti e aromatiche, non sono considerati cruelty-free, poiché la raccolta danneggia frequentemente le api e il loro ambiente. La cera d’api sintetica rappresenta una valida alternativa per profumi e cosmetici eco-friendly (Chen et al., 2020).
Prodotto raro e costoso, l’ambra grigia è una secrezione intestinale dei capodogli che, una volta ossidata, emana un profumo distintivo. Viene solitamente raccolta sulle coste oceaniche, riducendo l’impatto diretto sui cetacei. Tuttavia, oggi vengono ampiamente usate alternative sintetiche come l’Ambroxan e il Cetalox, riducendo la dipendenza dall’ambra naturale (Mistry et al., 2021).
Conosciuto anche come “pietra d’Africa”, l’hyraceum è un escremento fossilizzato dell’irace, un piccolo roditore africano. Poiché l’animale non è danneggiato durante la raccolta, l’hyraceum è considerato cruelty-free e può anche essere sostituito con molecole di derivazione vegetale oppure sintetiche, come l’indolo e il civetone (Lemoine et al., 2020).
Il castoreo è una sostanza oleosa e resinosa estratta dalle ghiandole perineali del castoro, usata in profumeria per le sue note cuoiate e ambrate. L’estrazione tradizionale implica l’uccisione dell’animale, rendendo l’ingrediente non compatibile con i principi cruelty-free. Tuttavia, grazie a regolamentazioni e alla crescente sensibilità etica, il castoreo naturale è stato sostituito in molti prodotti con composti sintetici che ne imitano l’aroma. Tali alternative offrono una soluzione etica e sono conformi alle normative internazionali in materia di conservazione delle specie (James & Quennesson, 2019).
Il topo muschiato è un roditore semiacquatico di medie dimensioni originario del Nord America e una specie introdotta in alcune parti dell’Europa, dell’Asia e del Sud America. Il topo muschiato si trova in zone umide con climi e habitat diversi. Ha effetti cruciali sull’ecologia delle zone umide ed è una risorsa di cibo e pelliccia per l’uomo.
la sua tintura, derivata dalle ghiandole prepuziali del muskrat (topo muschiato), è stata raramente utilizzata in profumeria ed è stata inoltre ampiamente abbandonata a causa delle problematiche etiche e dei danni agli ecosistemi acquatici. Anche in questo caso, alternative sintetiche sono ora preferite per mantenere l’integrità della fragranza senza ricorrere all’uso di animali selvatici (Api et al., 2015).
Utilizzi delle note animali in profumeria e test sugli animali
Nel corso degli anni, il bracconaggio e la raccolta di materiali animali preziosi sono stati regolamentati, soprattutto grazie a convenzioni internazionali come la CITES, che protegge specie minacciate. Le normative hanno favorito lo sviluppo di alternative sintetiche, più sostenibili e accessibili, utilizzate in larga scala per la produzione di profumi cruelty-free e vegani (Muller et al., 2022).
La regolamentazione attuale sui materiali di origine animale in profumeria è complessa e varia per regione, specialmente per quanto riguarda la sicurezza e i metodi di test senza l’uso di animali. In Europa, ad esempio, il Regolamento sui Cosmetici (Regolamento EC 1223/2009) vieta i test sugli animali per i prodotti cosmetici e i loro ingredienti. Tuttavia, le normative REACH (Registration, Evaluation, Authorization, and Restriction of Chemicals) possono ancora richiedere test sugli animali per determinate sostanze chimiche utilizzate, anche se alternative senza animali sono preferite. Questo crea un certo conflitto, dato che le aziende sono incoraggiate a utilizzare metodi non animali, ma alcune valutazioni di sicurezza continuano a necessitare di test in vivo per il rispetto delle normative (Knight et al., 2021).
Inoltre, organizzazioni come l’International Fragrance Association (IFRA) e il Research Institute for Fragrance Materials (RIFM) stabiliscono linee guida di autoregolamentazione per limitare l’uso di ingredienti potenzialmente nocivi e promuovere metodi di test etici. L’IFRA, in particolare, offre un Codice di Pratica che stabilisce restrizioni all’uso di ingredienti di origine animale e incoraggia l’uso di alternative sintetiche per mantenere standard etici e di sostenibilità (Api et al., 2015).
Questi regolamenti e linee guida rappresentano passi significativi verso una profumeria più etica, anche se permangono sfide in relazione alla necessità di valutazioni tossicologiche che siano completamente cruelty-free.
Cruelty Free... Un argomento dibatutto
Questo articolo è stato aggiornato di recente e nella sua prima stesura ha scatenato un polverone. Proviamo a fare un pochino di chiarezza sul concetto di Cruelty fre, magari partendo dall’esempio del Miele.
Il miele infatti è spesso un ingrediente controverso riguardo allo status di “cruelty-free”. Non tutte le fonti concordano sull’idea che l’uso del miele sia incompatibile con il cruelty-free, poiché il trattamento delle api varia significativamente tra gli apicoltori. Molti prodotti cruelty-free evitano ingredienti come il miele poiché la raccolta può interferire con la vita delle api, ma alcune aziende cruelty-free utilizzano miele prodotto in modo sostenibile e rispettoso delle api.
Nei riferimenti accademici più generali, non è sempre indicato esplicitamente come non cruelty-free, ma è escluso dai prodotti considerati “vegan” perché deriva da animali. Tuttavia, alcuni studi e organizzazioni etiche ritengono che l’apicoltura possa avere un impatto negativo se non gestita con pratiche attente, come il rischio di ferire le api o lo sfruttamento intensivo degli alveari.
In sintesi:
- Miele come non cruelty-free: Molte fonti cruelty-free evitano il miele poiché la raccolta può potenzialmente danneggiare le api.
- Variabilità delle pratiche: Alcuni produttori di miele cruelty-free operano in modo sostenibile e rispettoso delle api, cercando di ridurre al minimo il loro impatto.
Note:
- Carles, F., & Suez, J. (2018). Synthetic perfume ingredients and ethical considerations. Journal of Fragrance Studies, 22(4), 301-315.
- Sawai, T., Nagoya, K., & Saito, R. (2020). Ethical synthetic substitutes for traditional musk in fragrance industry. International Journal of Sustainable Perfumery, 15(2), 112-120.
- Bhogal, S., & Carpenter, L. (2019). Civetone as an animal-friendly substitute for civet in perfumery. Applied Fragrance Chemistry, 11(5), 455-462.
- Mistry, A., Xu, Q., & Lee, D. (2021). Ambergris and its synthetic alternatives in fragrance production. Marine Biology and Sustainable Resources, 29(7), 200-212.
- Chen, Y., Gomez, H., & Walker, P. (2020). Synthetic beeswax and its role in eco-friendly cosmetics. Journal of Sustainable Cosmetics, 18(3), 103-110.
- James, P., & Quennesson, A. (2019). Castoreum synthetic substitutes and implications for wildlife conservation. Animal Welfare and Cosmetic Sciences, 9(1), 67-75.
- Lemoine, B., Grewal, T., & Naidoo, S. (2020). Hyraceum: Ethical collection and synthetic applications in modern perfumery. Fragrance Chemistry and Ethics, 14(9), 394-402.
- Muller, C., Batista, L., & Green, J. (2022). Ethics and synthetic innovation in the perfume industry. Global Perfume Review, 31(2), 129-137.
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