Perché mai indossare un profumo che sa di culo

“Perché qualcuno dovrebbe desiderare profumare di culo?”

È una domanda che ho sentito spesso ed ammetto che proprio oggi me lo sono chiesto anche io, trovandomi in un vortice di opinioni davvero singolari, mentre esploravo La Tsarine di Senyokô. Me lo chiedevo provando una curiosità genuina, umile e priva di pregiudizi.

(adoro le traduzioni automatiche di Google)

Perché qualcuno potrebbe mai desiderare indossare un profumo che ricordi il sudore, i genitali oppure che contenga sentori indolici e/o fecali?

Si tratta di una domanda che potrebbe essere estesa a molti altri odori altrettanto insoliti, audaci e divergenti.

  • sentori plastici
  • Inchiostro e solventi
  • Alghe e note salmastre
  • Note muffite e stantie
  • Note bruciate e affumicate
  • Sangue e note metalliche
  • eccetera…

Scrivendo questo articolo mi sono reso conto che proprio io, di recente, mi sono emozionato con WEALTH 4181 di Perfume.Sucks, una fragranza che tramite sentori di carta, inchiostro e burro di iris si propone di ricreare il sentore diabolico e consumista dei franchi svizzeri. (Quindi non sono un banale borghese che profuma di banali fiorellini. Fiu.)

Per rispondermi, dunque, sono partito proprio da Wealth e dal mio amore per le note olfattive insolite.

Cuore o mente? Profumi puri e profumi indiretti.​

Nella mia carriera di annusatore seriale ho maturato l’idea che esistano due categorie di odori piacevoli: quelli “puri” che parlano direttamente al nostro cuore e quelli “indiretti” che preferiscono mediare attraverso la mente.

Gli accordi che fanno parte della prima categoria sono quelli che non necessitano di sovrastrutture per essere apprezzati e somigliano a pozioni alchemiche capaci di collegare le nostre narici direttamente ai ventricoli del nostro cuore.

Gli odori “puri” ti fanno venire voglia di chiudere gli occhi e respirare a pieni polmoni. 

Odori come l’accordo magico di Grojsman, come la pelle della persona che ami oppure come la freschezza di una rosa appena colta da un giardino.

Gli accordi olfattivi “indiretti” invece sono quelli più sfuggenti e difficili e parlano prima di tutto alla nostra mente e richiedono interpretazioni culturali, artistiche e personali per essere decifrati.

L’odore della benzina, quello della carta stampata, le foglie marcescenti in un tappeto boschivo autunnale diventano piacevoli quando mediati dalla riflessione e dal pensiero.

Si tratta di odori meno diretti e rassicuranti che preferiscono sfidarti.

Ti fanno spalancare gli occhi e se non stai attento possono anche prenderti a pugni nello stomaco. Odori che soltanto alle volte riescono ad elevarsi, arrivando fino al tuo cuore.

Mi chiedo se anche gli odori più “sporchi” possano appartenere a quest’ultima categoria.

Ma quindi perché qualcuno desidera indossare profumi sporchi, spinti ed indolici?

E ora, il cuore (o meglio, il naso) della questione: perché qualcuno vorrebbe profumare di… culo? O, meglio ancora, quali motivazioni recondite si celano dietro le note animali e le fragranze più ardite?

Ricerca Olfattiva

Forse chi indossa note così audaci è semplicemente in un punto più avanzato nella propria esplorazione olfattiva, rispetto a me.  O magari è ancor più semplicemente annoiato dai soliti accordi e dagli odori già sentiti ed ha voglia di esplorare la propria passione attraverso una gamma più ampia di esperienze olfattive.

Un messaggio per noi stessi

Le note audaci, a volte, possono creare un’atmosfera intima e personale, come se il profumo diventasse una sorta di segreto sensoriale con sé stessi. Possono parlarci del nostro istinto o potrebbero essere una spinta dell’inconscio all’abbracciare e sviluppare il nostro lato più istintivo ed irrazionale.

Sporco è sexy

Hai notato che quasi tutte le recensioni di fragranze animaliche e spinte pongono l’accento sulla sensualità della fragranza? A volte l’amore è sporco e l’odore di un corpo reale, complesso e sfaccettato può eccitare più di un’aroma bidimensionale. Profumi con note animaliche inoltre possono evocare aspetti primitivi e passionali dell’umano, diventando una sorta di espressione sensoriale della propria natura più selvaggia.

Ribellione e divergenza

C’è chi ama rompere gli schemi, sfidare le norme e cercare dunque anche esperienze sensoriali fuori dal comune. Indossare un profumo che sfida le aspettative sociali potrebbe essere una forma di ribellione o una dichiarazione di individualità. Nella profumeria artistica poi le fragranze sono considerate vere e proprie opere d’arte: in quest’ottica tutte le note inusuali possono creare un’esperienza sensoriale unica.

Va dove ti porta il naso

“devi ascoltare il tuo cuore. Sempre”

Devo ascoltare il mio cuore.

Ma perché?

Ma chi lo dice, scusa? Che palle.

Forse anche voler odorare di cul.. pardon, forse anche indossare profumi pesantemente indolici, può essere la risposta ad una legittima e rispettabile (per quanto singolare) operazione della mente.

È affascinante, se ci pensi: è una sorta di danza tra la razionalità e l’istinto, nell’apprezzare e nello scegliere una fragranza.

Alcuni odori indiretti possono essere come una partitura complessa che ci può conquistare dopo una certa sintonia mentale, mentre gli odori che catturano il cuore sono come note spontanee che vibrano di emozione pura.

Per chiudere questo articolo ti lascio una selezione di 3 fragranze davvero strane che ti raccontiamo nel Reel qui a fianco. Profumi difficili, impegnativi e indiretti.

  • Secretions Magnifique di Etat Libre d’Orange
  • La Haine di Moth and Rabbit
  • Ambilux di Marlou
Li hai mai annusati?
 
G. 🌿

E tu cosa ne pensi?

Per me questa resta una questione aperta, tutt’altro che risolta. Ami oppure disprezzi i sentori più arditi ed insoliti?
Come mai? come la pensi a riguardo? Quali sono le fragranze più strane ed insolite che hai mai provato? Se ti va scrivicelo qui sotto, nei commenti: ci piacerebbe sapere la tua.

E se ti va puoi passare un altro po’ di tempo insieme leggendo un altro dei nostri articoli:

2 commenti su “Perché mai indossare un profumo che sa di culo”

  1. Molte delle note qui riportate io le amo. Perché? Non saprei. L’umore spesso iracondo, i rimandi a versi di libri che amo, odori che si mescolano al proprio vissuto e ci spingono a cercare note difficili, spesse, tortuose, ma al contempo rassicuranti.
    Io, ad es, rifuggo i Fiori bianchi, i profumi dolci, innocenti. Mi irritano e mi mettono tensione. 😅

  2. Bellissimo articolo, come sempre lettura interessante. Le mie riflessioni mi hanno portato alla conclusione che non occorre indagare troppo sul perché. Proprio perché non sempre certi odori/profumi/puzze sono direttamente piacevoli e nemmeno, sempre legati a memoria olfattiva. Gli odori corporei forti, sono preludio di sessualità o di segnali ancestrali di appartenenza alla specie.Sono parte di noi. L’odore del tartufo o di certi formaggi sono orribili, ma per alcuni adorabili non per le buone esalazioni ma in quanto preludio del piacere che ne segue all’assunzione. A me sa di sporco e mi procura sforzi di stomaco il sapone di Marsiglia che i più ritengono il profumo del pulito per antonomasia. Comunque il rapporto tra note animaliche e “pane angeli” è lo stesso. Ad essere diversi sono gli ormoni in causa, ossitocina in un caso, insulina nell’altro.Infine il ns cervello, capace di farsi piacere il fumo solo per assecondare la dipendenza dalla sigaretta.. Il profumo è quella meravigliosa linea di confine tra la bestia e l’umano.

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