Decadentismo olfattivo: 6 profumi decadenti

Profumi decadenti, che argomento strano per un nuovo blog.
Forse ci avrebbe aiutato coi motori di ricerca un tema come “profumi che sanno di crema solare ☀️” oppure “profumi per dare il benvenuto all’autunno 🍁“?

Però chissenefrega dei motori di ricerca. Non so tu, ma io alle volte sono così attirato da ciò che è decadente.

Forse si tratta di un discorso di catarsi: Quell’emozione di liberazione che può avvenire grazie all’espressione artistica. 

Nella tragedia greca, per Aristotele la catarsi avveniva quando lo spettatore provava pietà e terrore attraverso l'identificazione con i personaggi tragici, e queste emozioni venivano poi in un certo senso purificate e liberate.

Credo che il decadente ci intrighi perché finiamo per leggerlo come una riflessione sulla complessità umana.

Credo che ci attiri perché è in grado di liberarci dai nostri fantasmi più cupi, di farci affrontare le tensioni interiori.

Oggi ti presenterò 6 profumi decadenti. Fragranze che evocano emozioni profonde, sfidano le convenzioni e catturano la bellezza nella fase più poetica del suo declino.

 

ma prima un piccolissimo excursus

Cosa si intende con decadentismo?

Il decadentismo è una corrente artistica e letteraria emersa nell’Europa del XIX secolo. Questo movimento enfatizzava la bellezza della decadenza, della malinconia e dell’estetica dell’erosione. Gli artisti decadenti cercavano di rompere con le convenzioni della società vittoriana, esplorando temi come l’alienazione, la sensualità e la sfida alle norme sociali. Opere letterarie come “À rebours” di Joris-Karl Huysmans e “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde sono esempi significativi del decadentismo. Questa corrente ha influenzato profondamente la cultura e l’arte dell’epoca, contribuendo a ridefinire il concetto di bellezza e provocando discussioni sulla moralità e la percezione estetica.

Sei fragranze decadenti

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Nox
Angela Ciampagna

Angela Ciampagna è il Joris-Karl Huysmans della profumeria moderna, con le sue fragranze decadenti, continuamente in bilico fra luce ed ombra

Così come l’autore di Controcorrente anche la profumeria di Angela Ciampagna, caratterizzata da un uso estetico della nota salina, ricerca la bellezza approfondendo le zone olfattive più cupe della realtà.

Nox odora come una cripta in marmo dove si è appena tenuta una funzione religiosa (L. Turin). Un rito pagano, forse. Immagino pozioni amare a base di artemisia e sento l’odore del legno di hinoki contaminato dal sale e dalle muffe.

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Nebbia Densa
Filippo Sorcinelli

Con la sua collezione Nebbia, Filippo Sorcinelli investiga, attraverso 3 fragranze, sugli aspetti più rarefatti della realtà. Con Nebbia Densa immagina la sensazione di una passeggiata nel bosco, in una giornata uggiosa e umida.

Ricrea didascalicamente l’odore della natura intorno e costruisce insieme ad essa anche un impressione dell’anima.

In Nebbia Densa io ci sento l’aria che respiravo in stazione dei treni a Venezia nelle fredde mattine di novembre. Sarà per questo che mi emoziona così tanto.
Umido, terroso, incensato ed a tratti persino opprimente, complice anche la concentrazione extrait.

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Mentha Religiosa
Roos&Roos

Mentha Religiosa è la fragranza con la quale Fabrice Pellegrin, nel 2016 crea un’interpretazione di iris malinconica, poetica, mentolata e piccante.

Foglioline di menta bagnate dalla pioggia. Sono Lontane. Le intravedo nell’orto ma resto sotto il portico perché non voglio bagnarmi. Immagino il loro profumo, mentre mastico il mio chewingum.

Il loro odore lontano è coperto dal fumo dell’incenso e da una nuvola di borotalco. Fitta, polverosa e vagamente piccante. 

L’aria profuma come quelle giornate in settembre dove il sole si nasconde dietro le nuvole. Ma più talcata.

im trash etat

I am Trash
Etat Libre d’Orange

I am Trash – Les Fleurs du Déchet è una fragranza che si pone il difficile compito di trasformare i nostri miasmi umani in bellezza.

Materie prime riciclate per un profumo che si fa portavoce di un messaggio universale: dallo sporco può nascere la bellezza, che ci “laverà dalle macchie di vino e le vomitature, portando via e timone e rampino”.

Una fragranza legnosa, fruttata e dolciastra, supportata da una dose massicia di Iso E Super.

Dal punto di vista olfattivo non è certo la mia uscita preferita. Concettualmente, invece, mi emoziona.

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Mood Indigo
Moth and Rabbit

Mark Buxton ha creato la linea Moth and Rabbit ispirando ciascuna fragranza ad uno dei suoi film del cuore. Mood Indigo si ispira dichiaratamente all’omonima pellicola di Michel Gondry, a sua volta tratta dal romanzo visionario di Boris Vian “la schiuma dei giorni“.

Una storia decadente che segue il decorso di una malattia immaginaria, dove una ninfea cresce nel  polmone di una giovane ragazza, opprimendone la realtà.

Nessuna ninfea però nella fragranza di Buxton. Piuttosto una camomilla eterea, morbida e leggera che viene letteralmente soffocata da un olibano intenso, scuro, violento e piccante.

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Encre Noire
Lalique

Encre Noire di Lalique è una fragranza iconica, entrata ormai di diritto nell’Olimpo dei profumi diventando rapidamente un classico moderno.

Creato nel 2006 da Nathalie Lorson (il naso del primo Sicily di Dolce&Gabbana, per capirci), si tratta di un vetiver granitico e monolitico, arricchito da note di cipresso.

La fragranza perfetta per chi si sta avvicinando alla profumeria artistica ed ha voglia di un profumo elegante, meditativo, lievemente malinconico.

L’immagine che mi evoca è un uomo che indossa olio essenziale di vetiver e passeggia verso il cimitero attraverso un fitto viale di cipressi..

le note olfattive decadenti

Per tanto tempo mi sono chiesto quali fossero le note olfattive più decadenti e liminali.

Sono arrivato alla conclusione che è impossibile trovare note olfattive intrinsecamente “decadenti”.
Ciò che rende un profumo decadente può essere semmai il modo in cui queste note interagiscono tra di loro, creando un’armonia complessa che evoca un’atmosfera di perdita, di malinconia, di silenzio.

Immagina il processo di creazione di una fragranza come la composizione di una sinfonia. Ogni nota, come un musicista nell’orchestra, contribuisce al risultato finale. Le note floreali possono aggiungere delicatezza, mentre le note terrose possono fornire profondità e mistero. Le note dolci o resinose possono evocare sensazioni di indulgenza.

La magia infatti sta nel gioco armonioso tra queste note, nella loro combinazione e bilanciamento accurati. È un’arte sottile che gli artisti profumieri padroneggiano per creare profumi che catturano l’essenza del decadentismo in modo unico e coinvolgente.

Esistono tuttavia delle essenze che anche prese in purezza riescono a rappresentare alla perfezione i toni più freddi della tavolozza cromatica delle emozioni.

  • Lavanda: La lavanda è una nota fresca e erbacea che spesso evoca una sensazione di tranquillità e malinconia. Può richiamare ricordi di campi di lavanda in estate o di momenti di relax. Aggiunge una nota sfumatura decadente nella formula originale di La Nuit de l’Homme di Yves Saint Laurent
  • Iris: L’iris è una nota floreale delicata e polverosa che può creare un’atmosfera sognante e malinconica. È spesso utilizzata per evocare immagini di tempi passati. Aggiunge una nota decadente in Mentha Religiosa di Roos&Roos (te ne abbiamo parlato nella lista di oggi)
  • Violetta: La violetta è un’altra nota floreale che può aggiungere facilmente un tocco di tristezza ad un profumo. Il suo profumo dolce e leggermente polveroso può suscitare sentimenti di nostalgia. La foglia di violetta aggiunge una sfumatura decadente a Cuir Pleine Fleur di James Heeley
  • Muschio: Il muschio è una nota terrosa e morbida che può creare un’atmosfera avvolgente e misteriosa. È spesso utilizzato in profumi vintage e classici associati a epoche passate.  Aggiunge una nota sfumatura decadente in fleur de peau di diptyque
  • Franchincenso: Il franchincenso è una nota resinosa e sacra che può richiamare pensieri di cerimonie religiose o momenti di contemplazione, creando un’atmosfera malinconica. L’Olibano (o franchincenso) è uno degli elementi fondanti della poetica olfattiva di Filippo Sorcinelli nonché la materia prima con la quale, più di ogni altra, l’artista riesce a conferire un aspetto decadente alle sue creazioni.

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